Una Thailandia fuori dalle rotte più battute

Questo lunedì sono arrivate in agenzia due care clienti: mamma e figlia di 20 anni, con una richiesta precisa: vorrebbero andare in Thailandia, ma senza seguire gli itinerari più "classici", le rotte più turistiche.... volevano vedere Chiang Mai e Bangkok, certo, ma il loro desiderio era che gran parte del viaggio fosse dedicata a luoghi meno conosciuti, alla vita locale, alla spiritualità, all'artigianato e alla cultura thailandese più autentica. Ma soprattutto volevano avere il tempo di fermarsi, osservare e vivere i luoghi, senza passare da un'attrazione all'altra in gran corsa. Così abbiamo costruito insieme un viaggio di due settimane che attraversa la Thailandia dal Nord, al Centro, fino alle isole del Sud.

Partiranno da Chiang Mai, nel Nord del Paese, dove dopo una prima giornata di relax tra massaggi e giretti per le vie del centro, visiteranno alcuni dei templi più importanti della regione. Ma soprattutto entreranno in contatto con la spiritualità buddhista: un incontro con un monaco, un momento di meditazione e una cena in una vera casa locale. Non con grandi gruppi di turisti, bensì da soli, per poter dare modo di vivere appieno questi incontri.

Poi lasceranno la città per attraversare una Thailandia molto diversa. Piccole città storiche, antichi templi in stile Lanna, case tradizionali in legno e villaggi dove ancora oggi si producono tessuti con tecniche tramandate da generazioni.

A Phrae, per esempio, scopriranno la tradizionale tintura indaco dei tessuti, incontreranno artigiani che lavorano il bambù e visiteranno una comunità rurale, dove faranno una lezione di cucina tradizionale. Non solo guardare: l'idea è partecipare, imparare e creare uno scambio autentico con la popolazione locale.

Perché forse è proprio questo uno dei modi più concreti per parlare di turismo sostenibile e in contrapposizione all'overtourism: uscire dalle rotte principali, sostenere le comunità e i mestieri tradizionali e incontrare le persone del luogo con curiosità e rispetto, senza trasformare la loro quotidianità in uno spettacolo. Il turismo sostenibile non significa solo scegliere una struttura green o eliminare la plastica dalla propria valigia. Significa anche scegliere dove andare, come andarci, a chi dare i propri soldi e che tipo di relazione creare con i luoghi e con le persone che li abitano.

E forse per certi versi, questo viaggio è proprio l'opposto dell'overtourism: non cercare di vedere tutto, ma scegliere di vivere in modo più profondo ciò che si incontra.

Proseguiranno poi verso Sukhothai, una delle antiche capitali della Thailandia, oggi immersa nel verde. Qui il viaggio diventerà ancora più lento: un'offerta mattutina ai monaci (una tradizione buddhista), un'esperienza nella campagna a bordo di un caratteristico mezzo locale e poi le antiche rovine, da esplorare in bicicletta tra templi, statue del Buddha e laghetti.

Dopo una visita a un laboratorio dove vengono realizzati i tradizionali amuleti buddhisti, prenderanno poi un treno notturno per Bangkok in prima classe, in modo da avere una cabina privata.

Questo sarà il momento in cui il viaggio cambierà nuovamente ritmo: templi, mercati galleggianti e non, quartieri locali e la vita caotica di una delle metropoli più vivaci dell'Asia.

Ora devono decidere se aggiungere anche Ayutthaya, l'antica capitale del regno di Siam, con le sue imponenti rovine e i templi immersi nella vegetazione, o se lasciare la giornata libera a Bangkok. Ma anche qui non si limiterebbero alla storia: vogliamo far scoprire alle due donne la vita che ancora oggi si svolge intorno a questi luoghi.

Ed infine dedicheranno qualche giorno di meritato relax al mare. Anche qui non abbiamo scelto una delle isole thailandesi più famose e affollate, ma Koh Lanta, un'isola più tranquilla, con lunghe spiagge, piccoli villaggi e un'atmosfera rilassata, piena di baretti, ristorantini e street food deliziosi.

Quattro notti per nuotare, fare snorkeling, esplorare qualche isola vicina oppure semplicemente assorbire tutto quanto appena vissuto.

Perché in fondo era proprio questo che cercavano: non un viaggio per dire "sono stata in Thailandia", ma un viaggio per iniziare a conoscerla davvero. La sua spiritualità, le sue tradizioni, le persone, la cucina, l'artigianato, la storia. E, alla fine, anche il suo mare.

Piacerebbe anche a voi andare a scoprire questa Thailandia un po’ fuori dalle rotte più battute?

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