Kyrgyzstan e Uzbekistan

Di solito non racconto i miei viaggi privati, non perché ci sia qualcosa da nascondere, ma perché preferisco parlare di quelli che organizzo per i nostri clienti o delle destinazioni che penso possano ispirare chi mi legge.

Questa volta, però, ho deciso di fare un’eccezione. Ogni volta che ho accennato al viaggio che sto per intraprendere, ho visto negli occhi di chi mi ascoltava un entusiasmo che non mi aspettavo. Non avrei mai immaginato che così tante persone conoscessero questi Paesi, e ancora meno che li sognassero come futura meta.

Oggi partirò con due amiche per un’avventura in Kyrgyzstan e Uzbekistan.

“Kyrgy…che??”

Nomi che suonano lontani, quasi misteriosi, e che in molti faticano persino a pronunciare. Sono terre dell’Asia Centrale, molto sicure e abitate da popolazioni note per la loro straordinaria ospitalità, incastonate lungo l’antica Via della Seta.

Il Kyrgyzstan mi piace descriverlo come un incontro tra Mongolia e Svizzera: montagne che coprono quasi tutto il territorio, altipiani a tremila metri, vallate che ricordano le nostre, villaggi di pastori nomadi che vivono nelle yurte, cavalli e dromedari che attraversano pianure senza fine. Per immergerci davvero in questo mondo, abbiamo scelto di attraversarlo a cavallo, per sei giorni insieme a una guida locale, pernottando nei villaggi e nelle yurte tradizionali, accolte dall’ospitalità di chi vive ancora a stretto contatto con la natura. In alternativa, avremmo anche potuto optare per una comoda Jeep.

Poi ci sposteremo in Uzbekistan, che sembra uscito da una fiaba orientale. Città dalle piazze arabeggianti e dai mosaici dai colori intensi, mercati vibranti di vita, e tutto intorno il deserto, silenzioso e infinito. Attraverseremo il Paese da est a ovest, toccando città come Samarcanda, che da sola evoca leggende, e Khiva, patrimonio dell’UNESCO per la bellezza dei suoi edifici perfettamente conservati.

Se ci sarà tempo, ci spingeremo per qualche giorno anche in Tagikistan, per un trekking tra montagne che hanno ben poco a che vedere con le nostre, e che proprio per questo incantano.

Il viaggio durerà tre settimane, ma potrebbe essere vissuto anche in due. Al mio ritorno non vedrò l’ora di raccontarvi questa esperienza e, forse, di trasformare ciò che per me sarà un’avventura personale in nuovi viaggi da proporre a chi sente il richiamo di queste terre lontane e meravigliose.

~Lisa

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